Considerazioni

Considero l’erotismo come qualcosa di molto intimo e delicato, un mondo in cui si può far prevalere piano piano il proprio lato più istintivo. non sono brava a intrattenere le persone e di sicuro avere come pubblico cinque donne avvizzite e quattro uomini che hanno letto della locandina solo “erotiche” e non la parola “letture”, mi ha demoralizzata. Poi il mio compagno con le sue ansie ha fatto il resto. Dover rispondere a tanti messaggi e dover leggere di cazzi svolazzanti e fellatio per intrattenere un pubblico che non sente nulla perché l’erotismo e la letteratura erotica è fatta anche di parole più delicate di descrizioni senza volgarità. A fine serata dopo essere stata mitragliata dal mio compagno che anche lui ha le sue ansie e i suoi problemi ma ieri sera non ero pronta a supportare lui speravo che lui supportasse me, invece per una banale svista abbiamo litigato anche dopo che sono tornata a casa, amareggiata e delusa. Il punto peggiore credo  sia stato alla fine delle letture: dovevo leggere neppure una pagina e la mia amica scrittrice ( lei sa parlare e sa presentare, cercava di fare di tutto per coinvolgere le persone), presenta molto brevemente il libro di questa scrittrice araba, mi sembrava che avesse detto tutto o forse la mia testa era già altrove, così ho iniziato a leggere e una donna a un metro da me ha iniziato a parlare e ridere molto forte e io dietro a leggere, sentivo sbuffare e speravo che il libro mi coprisse il volto. Pensavo “leggo e chinssene frega non è per voi questa cosa, dovevate saperlo, ed io qui che non sono neppure pagata, non devo rendere conto a nessuno”, prima che potessi sbottare ormai scocciata perché la donna proprio non smetteva nonostante la mia voce alta cercasse di coprirla, la mia amica si è alzata, e ha detto “scusate per favore ascoltiamo in silenzio perché sono davvero belle parole”, con un viso carico di disgusto ho detto “è breve è molto breve” come a scusarmi per la loro ignoranza e la mia presenza. La donna si è girata e mi ha chiesto scusa, allora ho reintrodotto la storia ma un uomo cretino ha fatto un commento ancora più inutile della sua presenza lì: una cosa del tutto fuori luogo. Ho glissato ancora e nel silenzio forzoso ho letto. Ogni parola di “sperma e preghiera” mi sembrava così buttata, gettata in pasto all’incuria, certo non c’era più nessuna descrizione di pompini o scopate, come potevano essere interessati?!!! Non fa per me probabilmente fare certe cose o forse è stata solo una serata molto storta. Oggi mi rimane solo la delusione e tanta amarezza.  Ecco le parole della scrittrice araba che ho letto ieri sera e in un altro post a parte il resto del racconto erotico. Se ieri avevo pudore oggi sento che il mio stupido pudore verso delle parole è nulla contro il pudore che dovrebbero avere certe persone grette e maleducate.

Nedjma “La mandorla”

“Questo racconto è innanzitutto una storia di anima e di carne. Un amore che si dichiara, spesso crudamente, che non tiene conto di alcuna morale, salvo quella del cuore. Attra- verso queste righe, mescolanza di sperma e preghiera, ho tentato di abbattere le barriere che oggi separano il celeste dal terrestre, l’anima dal corpo, la mistica dall’erotismo. Solo la letteratura possiede l’efficacia di un’arma fatale. Ne ho quindi fatto uso. Libera, brutale ed esultante. Con l’ambizione di ridare alle donne del mio popolo quella voce che è stata loro confiscata da padri, fratelli, mariti. Un omaggio all’antica civiltà araba, in cui il desiderio si manifestava persino nell’architettura, in cui l’amore era esente da peccato, in cui godere e procurare godimento era un dovere del credente. Alzo queste parole, come si alza un bicchiere, alla salute delle donne arabe, per le quali riconquistare la parola confiscata sui loro corpi significa essere a metà strada del percor- so risanatore dei propri uomini.”

“La felicità? E’ fare l’amore per amore. E’ il cuore che rischia di scoppiare a forza di battiti, quando uno sguardo insostituibile si posa sulla vostra bocca, quando una mano lascia una traccia di sudore dietro al ginocchio sinistro. E’ la saliva dell’essere amato che vi scivola in gola, zuccherata e trasparente. È il collo che si allunga, si libera delle contrazioni e della fatica, diviene interminabile perchè una lingua ne percorre tutta la lunghezza. È il lobo dell’orecchio che pulsa come un bassoventre. È la schiena che delira e s’inventa suoni e brividi per dire “ti amo”. È la gamba che si alza, consenziente, le mutandine che cadono come una foglia, inutile e fastidiosa. È una mano che si addentra nella foresta dei capelli, ne sollecita le radici e le innaffia, senza parsimonia, la propria tenerezza. È il terrore di doversi aprire e l’incomparabile desiderio di offrirsi, mentre nel mondo ogni pretesto è buono per piangere. La felicità è Driss la prima volta che si è rizzato dentro di me, e le sue lacrime che scivolavano nell’incavo della mia spalla. La felicità era lui. Ero io. al di fuori di questo, c’erano solo fosse comuni e discariche pubbliche.”

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13 thoughts on “Considerazioni

  1. Perle ai porci. Ma con tanto rispetto per il maiale. “Porci” perché la “sporcizia” è il loro unico modo di essere, di comportarsi, di considerare l’amore verso se stessi e gli altri solo in base alle scopate; non amano, usano e vengono usati. Ma non gli interessa, sta bene così perché ai porci si dava da mangiare qualsiasi scarto e ingurgitano tutto. Del maiale però non si butta via nulla e intere civiltà hanno campato sulla loro carne. Di questi porci invece non sappiamo veramente cosa farcene: è tutto da buttare. In Natura sarebbero estinti: certi parassiti sono più utili.
    A volte penso che il silenzio non è giusto, andrebbero loro detto “con furiosissimo sdegno” quanto siano inutili, ma mi rendo conto – per esperienze personali – che non cambierebbe nulla, anzi il pazzo e polemico sei tu.
    Per fortuna esiste questo blog, per fortuna esiste questo bellissimo racconto, per fortuna esiste una voce di donna che ha il coraggio di andare contro la corrente. Se un giorno il Mondo si salverà, sono convinto che sarà grazie a una donna.
    Non sei sola, mi pare tu abbia altra compagnia in questi nostri commenti. Grazie ancora per il bellissimo racconto è anche l’antefatto che mi dà un sollievo e un obiettivo: non voglio essere come “loro”, io sono differente. Shokran

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  2. Anch’io ho trovato molto belle queste parole, non preoccuparti, sono rimasti a sentire, qualcosa dovrà pur significare, la signora si è scusata, forse era nervosa e in imbarazzo, forse qualcosa della bellezza avrà comunque lasciato tracce, forse no, ma se non altro ha lasciato tracce in te. E a presentare si impara, te lo dico io che ero una che neanche alzava la mano a scuola per la vergogna di parlare in mezzo agli altri e poi ho fatto delle presentazioni davanti a gruppi di persone conosciute e sconosciute, divertendomi tantissimo e ricavandone belle soddisfazioni (anzi, mi hai fatto venire voglia di riprovarci) 😀
    Un saluto
    Alexandra

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