Corredo

Sono appena tornata da Modena con una borsa con dentro le lenzuola che mia nonna fece ricamare per me e mia sorella quando eravamo piccole. Secondo la storia lei voleva avere delle figlie femmine e come spesso succede a chi desidera troppo ha avuto due maschi: mio padre e mio zio. Non mi ricordo di lei, si ammalò quando ero molto piccola e so solo che mi ha tenuta in braccio, che mi ha trovata una bella bambina appena nata e che voleva che avessimo il corredo nuziale, come nella migliore tradizione siciliana ricamato a mano. Mise i soldi da parte senza dirlo al marito e li pagò piano piano per non destare sospetti. Li fece cucire a Ragusa, scelse lei personalmente la fantasia del ricamo e una volta fatti scrisse di suo pugno nome e cognome su un foglietto e lo conservò sopra le lenzuola. Mia madre le ha conservate per anni senza farcele vedere, stavano in una grande valigia gialla rigida, di quelle di una volta con i manici in cuoio, capiente e pesante solo a guardarla.

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Non ho molti ricordi delle donne della mia famiglia, o almeno di quelle delle generazioni  precedenti, solo una costante: entrambe venute a mancare presto. Mia nonna paterna a causa di un tumore al pancreas che l’ha consumata piano piano, l’altra invece è morta che avevo 5 anni o poco meno, un infarto, ma ha sempre combattuto con qualcosa di più oscuro. Una non la ricordo per niente, l’altra era come trasparente con capelli d’argento sembrava una bambina a me che una bambina lo ero davvero, così indifesa e fragile, dalla pelle bianchissima e delicata, tutto in lei faceva pensare alla leggerezza, di quella leggerezza che solo i matti hanno. Io e mia sorella le pettinavamo i capelli e lei con gli elastici curava le nostre bambole riattaccando loro le braccia. Quando seppi più tardi che aveva subito elettrochoc nel tentativo di trovare una cura a ciò che poi sarebbe dovuto essere un problema di tiroide, non ne fui sorpresa. E di questa donna mia madre ne ha sempre lamentato l’assenza, la mancanza, un suo trauma che purtroppo ha rigenerato in modo differente su di noi, ma questa è un’altra storia. La nonna del corredo dicono fosse generosa e forte, priva di paura, un donnone capace di affrontare di petto le cose, così la descrivono. Mi dicono che le somiglio per certi aspetti del mio carattere, non posso dire nulla di lei, solo foto di sorrisi che non ci sono più. “Queste sono le tue radici”, mi dice mia madre porgendomi le lenzuola, e quel foglietto col mio nome scritto a mano, lentamente, come fanno le persone anziane che non hanno potuto studiare. Sabato mattina metterò le lenzuola del “primo letto” nel mio di letto, non tanto per onorare una tradizione ma per ricordare una donna che ha pensato a questo giorno prima di tutti gli altri. Le mie radici sono in queste donne del sud e anche se non sento nessun luogo come l’origine dei miei assi so che in qualche modo loro mi sono vicine.

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21 pensieri riguardo “Corredo

  1. storie di altri tempi, che oggi fanno sorridere ma a leggerle fanno venire commozione, perché quella generazione di donne ormai è sparita e non tornerà mai più.
    Mi associo agli auguri generali e ti auguro che quel corredo antico sia il tuo portafortuna per la tua nuova vita.

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  2. l’appartenenza a qualcosa di vero e originario non ha tempo! Il corredo, pratica ormai in disuso, era un legame, una sorta di testimone profumato e unico, la trasmissione alle nuove generazioni delle proprie radici, un amore che si tramandava al di là di ogni distanza, tipo quando ci si accingeva a crearsi un’altra famiglia. Bellissima pagina!

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  3. Belle le cose di una volta, conservate da una generazione all’altra, quelle cose che poi si ha paura a usarle perché sono troppo buone e così rimangono lì, in una cassapanca, o in un armadio, in un angolo, ben conservate.

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