Seduta

Mentre aspetto che si decidano a chiamarmi per il colloquio via skype fissato da giovedì, affronto il mio demone personale e cerco di promuovere, che forse promuovere non è neppure la parola giusta, cerco di informare i miei amici/conoscenti del racconto pubblicato su un blog di scrittori. Ovviamente l’ho anche condiviso sui social, ma il mio fb è antisocial, non può intrinsecamente promuovere e mostrarsi se rispecchia almeno un poco la mia personalità. Non pubblico nulla da tempo e in questo periodo è ancora più forte la repulsione. Non è spocchia sociale, anzi è pura e semplice fragilità. Come mi irrigidisco davanti a persone nuove di cui sento inevitabilmente il giudizio, (il loro? il mio?) i social network che sono una vetrina di presentazione perdono il loro potenziale con me. Non amo mostrarmi così tanto, ma servono per “farsi conoscere” e quindi mi tocca condividere anche se so che in pochissimi leggeranno il racconto e ancor meno metteranno mi piace avendolo letto.

La cosa strana del far leggere un racconto a un amico che ha pubblicato è che non giudica il racconto come un lettore quindi non ti dà un’opinione sul tema, la sensazione che evoca ma solo sintatticamente, “io avrei scritto quella frase così, io avrei messo questo…” Non fraintendetemi è utile perché alcune volte i consigli possono rendere il testo più efficace, ma solo fini a se stessi è come se lo svuotassero.

Questo blog è il mio spazio privato personale e non condiviso su fb, qui io sono io, e posso mettermi in discussione, lamentarmi o esaltarmi quanto voglio, posso sbagliare, inciampare e rimettermi in piedi o restare a terra un poco ad ascoltare la terra. Condividere qui il racconto è estremamente diverso.

Il racconto è presente sul blog bookandthesorrows di Francesca Mazzucato , una bravissima scrittrice una cara amica. Il blog è ricco di racconti e recensioni, davvero curato. Se vi va di leggerlo e dirmi non solo della sintassi sbagliata o dei refusi (ormai è pubblicato cercherò di farli presente) mi farete un gran piacere, anche perché è frutto di riflessioni, di esperienze vissute e di disagio interiore.

Eccovi il link per poterlo leggere: Seduta

Pubblicato da Deserthouse

Innamorata della musica della chitarra e della scrittura, ho un blog che aggiorno spesso, amo leggere le cose scritte da altri, qualsiasi cosa possa darmi uno spunto di riflessione, o farmi indugiare in una sensazione. Come tutti sto cercando il mio posto nel mondo sperando che ci sia un climax ascendente nel mio finale.

20 pensieri riguardo “Seduta

  1. È una storia stupenda. Ho scritto un lungo commento ma non lo riesco più a leggere. Comunque terminava con la frase che più mi ha colta “preferirei qualcosa di naturale” intendendo io questo, non come una erboristeria bensì una amorevole metafora. Un ringraziamento a Voi e condivido ovunque lo vogliate, come già spiegato nel commento precedente. Un 💗 come sempre 😉 Sabry e un Reblog

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  2. L’ho letto, ma mi sembra più un articolo che un racconto.
    Emotivamente non mi ha coinvolto (anche a causa della sintassi “anarchica”), perché la struttura narrativa ha reso la protagonista distaccata e poco comunicativa.

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  3. Quindi è una “doppia seduta” nel senso che non solo è il titolo del racconto (non l’ho ancora letto) ma è perfetto come titolo anche di questo brano: tu, seduta al pc, divaghi con noi nell’attesa del colloquio di lavoro 🙂
    (e piacevoli e condivise le tue divagazioni)
    ml

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  4. l’ho letto (e ti ho lasciato un commento di là.)
    ero partito un po’ prevenuto perchè avevo letto qui un commento che lo definiva “più un articolo che un racconto”.
    Quindi forte è stata la sorpresa e maggiore è stato il piacere nel leggere un brano che ho trovato perfetto sia per i contenuti che per la forma utilizzata. Sei riuscita ad intrecciare seduta di analisi, memoria di viaggio, flash diaristici, facendone un racconto omogeneo, una (piccola) pagina di letteratura.
    ml

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  5. la tua scrittura non è affatto anarchica, è contemporanea, dote rara, lo stesso dicasi per la sintassi, appartieni a una scuola espressiva evoluta, moderna, diretta, asciutta. La scrittura creativa è obsoleta, superata, omologa, livella verso il basso, roba per dilettanti corsisti.
    La struttura: incipit – trama – climax – digressione – denouement è roba da antiquariato della letteratura, non farti condizionare da nessuno, hai solide basi.

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