Tu no

Photo by Rahul from Pexels

Ormai dovrei essere abituata a queste sensazioni, eppure non passa mai. Io ho cercato di fare del mio meglio, ma devo vedere le cose dal lato giusto.

Non pensavo che mi avrebbero chiamata per fare un colloquio all’ARPA, da ingegnere dell’ambiente mi sentivo contenta, pensavo che sì sono passati anni dalla laurea ma gli sforzi la costanza, la determinazione mi avevano premiato. Così sono andata a ricercare vecchi appunti e libri per studiare per il colloquio e saper rispondere alle domande. Ho cercato di fare del mio meglio e ieri sera sono stata fino alle due di notte a leggere, perché non posso ristudiare cose fatte più di 5 anni fa. Ho affrontato il fastidio e la delusione per questi anni passati ad annaspare, la rabbia per tutto quello studiare inutile e mi sono messa a testa china a cercare di prepararmi, anche se ogni libro ogni appunto mi ricordava l’abnegazione inutile di quegli anni. Quanto tempo sprecato? quanta energia buttata?

Credevo che dopo essere uscita da un lavoro dove la cosa più gentile che mi avevano detta era “tu resti lì e non ti muovi”; un lavoro dove ero svilita e sottovalutata credevo che questa opportunità sarebbe stata un riscatto, da questo lavoro senza neppure il riscaldamento, sfruttata, e un riscatto di quegli odiosi e inutili anni di studio e gli insulti di mia madre che mi diceva: “ti ci puoi pulire il culo con quella laurea”. e io imperterrita a voler dimostrare che no, non era vero che sarei stata capace, che potevo… un’ostinata ricerca di riscatto e validazione.

Mi alzo e vado al colloquio riesco a rispondere in modo cortese alle due domande, mi chiedono che cosa ho fatto, racconto brevemente mia ultima esperienza e , mi guardano come si guarda con pena un animale che zoppica. Chiedo se dopo ci sarà possibilità di rinnovo e mi rispondono di no, che riapriranno il posto ed eventualmente ci si può ricandidare. Dentro di me si insinua un pensiero: il posto è già assegnato a chi ha lavorato per un anno e si è ricandidato, in fondo sarebbe logico, perchè prendere uno nuovo se hai già una persona formata. Poi un altro pensiero: basta solo che uno dei candidati abbia fatto un dottorato o si sia laureato da poco e ha più esperienza e capacità di me e sceglieranno lui. Fornisco le risposte, il colloquio è facile, troppo facile, esco e non penso ad altro che agli altri due ragazzi con me. Un ragazzo e una ragazza entrambi più giovani. Certe cose le sento, le so, non è un portarmi sfiga da sola. Io lo so e basta. Non so bene se uno dei due fosse già stata assunto e questo fosse solo un colloquio farsa come non so se banalmente hanno più esperienza di me in quello specifico contesto. Decidono quasi subito, siamo in tre, è facile. Mi chiama l’agenzia e mi informa che su tre sono arrivata seconda nella graduatoria e che la prima ha accettato. Mi sento delusa, ripenso al mio “studiare” di ieri notte, ma in fondo che mi aspettavo? sono passati anni e non ho mai fatto in modo pratico questa cose solo tanta tanta tanta tanta teoria, è una cosa buona seconda su tre a 5 anni di distanza dalla laurea, vuol dire che ho ancora le capacità che non sono stupida. Eppure mi ci sento tanto.

Non contenta ieri mi arriva la convocazione per il personale ata, sono iscritta con il diploma in terza fascia. Una supplenza fino al primo marzo per collaboratore scolastico stavolta non tecnico di laboratorio. Penso che posso mettermi qualche cosa da parte e che in fondo di pulire lavagne e lavare i sanitari lo posso fare senza problemi. Così mentre che leggo attentamente di pluviometri, radar meteorologici, ietogrammi, distribuzioni dimensionali, rispondo alla mail e do la mia disponibilità.

Eppure stamattina in poco più di venti minuti non vado bene né per pulire cessi né per analizzare dati radar. Forse ho sbagliato ad andare via da quel lavoro, in fondo essere l’ultima ruota del carro, sottovalutata , denigrata e senza riscaldamento non era così male. che mi ero messa in testa? di poter fare di più? di più cosa ?

Piango lacrime amarissime e mi sento beffata, ancora una volta, seconda, vicino ma non abbastanza. Come col dottorato vicino ma non abbastanza per essere presa. C’ho provato in tutti i modi a sconfessare mia madre, a validare le mie scelte a cercare un riscatto. Ho fallito miseramente. Non posso meritarmi di più di un lavoro con le bestemmie sfruttata. Non posso. Oggi non vado bene per qualsiasi mansione.

“Pensavo: dovrebbe esserci un rituale per nascere una seconda volta: rappezzata, rinchiusa e poi riconosciuta idonea a riprendere la via.”

—  Sylvia Plath, La campana di vetro

Pubblicato da Deserthouse

Innamorata della musica della chitarra e della scrittura, ho un blog che aggiorno spesso, amo leggere le cose scritte da altri, qualsiasi cosa possa darmi uno spunto di riflessione, o farmi indugiare in una sensazione. Come tutti sto cercando il mio posto nel mondo sperando che ci sia un climax ascendente nel mio finale.

26 pensieri riguardo “Tu no

      1. Non lo so se servano. Dipende dalla classe di concorso. Io ad esempio potrei insegnare solo tecnologia alle medie e materie troppo particolari che non si fanno nella maggior parte delle scuole. Non ho intenzione di fare 5 esami universitari di matematica per insegnare la matematica alle medie e superiori. Forse sbaglio ma non ce la posso fare, mi sento già abbastanza beffata così. E poi non riuscirei mai a farli in tempo per un ipotetico concorso senza parlare di quanto costa fare 5 esami universitari singoli.

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  1. Le lauree triennali – mi pare che sia il tuo caso ma posso sbagliarmi – vanno bene ma hanno anche molti inconvenienti Più o meno quelli che stai passando.
    Cinque esami di matematica per insegnare? Ne vale la pena? Io punterei se punti alla scuola a prendere quello che ti offre con la tua laurea. Poi puoi fare il pensiero di puntare più in alto. Non è detto che insegnare piaccia.
    Io l’ho fatto per tre anni – erano altri tempi e altri contesti – ma nonostante tempo libero, vicinanza della scuola appena ho potuto me la sono svignata. E avevo un incarico a tempo indeterminato.
    Comunque quei due colloqui, dove sei finita seconda erano già assegnati in partenza.

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    1. La mia è una laurea quinquennale e ho pure fatto l’esame di stato per l’abilitazione. No gli esami di matematica non farei mai in tempo a farli e non ho la testa per farli, non più. Alla fine qualcosa troverò anche io presumo.

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  2. è tutto assurdo e ingiusto, ma ti posso dire che se non molli ed hai la forza di credere in te troverai anche tu la strada giusta per tutte le tue qualità e competenze. So che è difficile con una mamma che ti svaluta e ti sminuisce, ma solo tu puoi sapere realmente chi sei, cosa vuoi, cosa ti piace e quale deve essere il tuo posto nel mondo. Non mollare!!!

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  3. Mai buttarsi giù! In fondo se hai mollato quel vecchio lavoro un motivo c’è e tu lo conosci benissimo! La storia di tenersi quello che c’è non mi sta bene! Intraprendenza! Io da grande farò tutt’altro in fondo ho studiato x una vita economia e la sua unica applicazione allo stato attuale è esclusivamente domestica! Mentre mi immaginavo manager e imprenditrice! Forza ragazza, la palla in campo bisogna sapersela prendere!

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    1. mi piace il tuo modo di vedere le cose e sì cerco e mi sforzo di essere come te, carica e piena di intraprendenza anche se alle volte alcune batoste mi fermano ma poi si riparte come è giusto. grazie per il tuo commento e la forza che ne traspare

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