Primo maggio: riflessioni entropiche

Foto di Andre Moura da Pexels

Non riesco a formulare pensieri degni di nota e sono così stanca di lamentele, di frasi ad effetto, di gattini, di cagnolini, di piatti, di giudizi, di competenze prossime all’esaurimento, di malati inascoltati, di quelli che sanno, di quelli che hanno sempre saputo, di quelli che criticano senza proporre, di quelli che riflettono e sentono il bisogno di dirlo, di quelli che commentano, di quelli che leggono, di quelli che scrivono, di quelli con le nuove serie, di quelli con i film che hanno visto tutti, di quelli con le catene, di quelli con la cosa giusta da dire, di quelli con la foto perfetta, di quelli con la foto ammiccante, delle citazioni intelligenti, delle frasi a metà, di quelli in cerca di attenzione, di quelli che la pretendono, di quelli che pensano di poterne fare a meno.

In questi giorni faticosi sono stata molti di questi personaggi. Ho provato l’insopportabile e insopprimibile desiderio di essere come gli altri, parte di una comunità. È questo lo scopo primario dei social ma su di me hanno effetto contrario. Esaltano il mio essere fuori dal mondo, esaltano i miei tentativi maldestri di conformismo; così risulta tutto tirato e irrazionale perchè come in tutte le improvvisazioni preparate bisogna avere un proprio personaggio e io entro sempre troppo tardi nella pièce.

Certi giorni mi fa male, seduta sul mio sgabello in cucina, a osservare e alle volte spiare le vite degli altri. Non riesco a soddisfare alcun bisogno, anzi l’insoddisfazione che ne provo per una mancata partecipazione mi abbatte e mi fa perdere solo tempo alla ricerca delle parole giuste, ma se non si ha alcun ruolo il personaggio risulta falso, vuoto, privo di spessore, così è più facile ritirarsi e ammettere la sconfitta. Altri giorni come oggi riesco a stare bene a distanza, tenendo i social, il sociale, il condiviso, il condividere ai minimi termini. In tempi diversi proverei meno afflizione per queste dinamiche, in questi in cui la maggior parte della comunicazione passa da lì mi sento sempre più fuori dal mondo e non sempre è una cosa negativa. Per fortuna.

Odio il primo maggio da anni ormai. Vale il discorso fatto sopra, non ci sono spezzoni di scene a cui partecipare e purtroppo quest’anno il mio ruolo lo stanno dovendo subire troppi attori. E in troppi casi non conta neppure l’esperienza. Si creano solo le condizioni e il contesto lo scelgono altri e non si può sfuggire. In ogni buon improvvisazione si deve dire Sì, non si nega mai. Si accoglie, si controbatte e si ascolta in modo da capire quando entrare, quanto spazio lasciare. Ognuno reagisce a modo suo, io di mio sto perfino limitando le lamentele e non è un esercizio facile perché ci si crogiola bene nel proprio dolore, perchè diventa utile, caldo e familiare. L’unico affetto stabile. Sto disimparando perfino la parte della perfetta autocommiserazione, così oggi cambio sistema. Invece di lasciarmi cadere addosso una serie di potevo e se e chissà evito lo scontro e lascio che vinca ciò che i più audaci chiamano destino sempre che ne esista uno o che non sia tutto governato da leggi del caos/caso.

Da ingegnere e donna e essere umano credo nell’entropia, una grandezza che misura il caos dei sistemi, quello che si definisce “disordine” o se si vuole essere più tecnici “il grado di dispersione dell’energia”. In questo periodo più che mai mi sembra che stiamo assistendo a un aumento dell’entropia. In ogni processo spontaneo l’entropia totale di un sistema e del suo ambiente (universo) aumenta. Un processo spontaneo è un processo fisico o chimico che ha luogo senza interventi esterni:

  • Una pallina scende spontaneamente una discesa, ma non sale spontaneamente una salita
  • Il ferro arrugginisce spontaneamente, ma la ruggine non forma spontaneamente ossigeno e ferro
  • Un gas si espande fino a riempire il contenitore. Le molecole di un gas non si concentrano mai nell’angolo di un recipiente.
  • Gli esseri viventi invecchiano
  • Se un processo è spontaneo in una direzione, allora alle stesse condizioni, il processo opposto non è spontaneo
  • I processi spontanei sono sempre irreversibili

Facendo un’analogia forse per alcuni un po’ forzata potremmo definire la nostra stessa vita come un processo spontaneo. L’ entropia puo’ essere vista come una funzione che descrive il numero di arrangiamenti possibili (dell’energia e della materia) che sono disponibili. La natura procede spontaneamente verso gli stati che hanno maggior probabilità di esistenza. L’aumento di entropia rappresenta allora l’irreversibilità dei processi naturali e l’ asimmetria tra futuro e passato.

Non saremo più quelli di prima ma ci adatteremo a un nuovo “stato di equilibrio”.

Pubblicato da Deserthouse

Innamorata della musica della chitarra e della scrittura, ho un blog che aggiorno spesso, amo leggere le cose scritte da altri, qualsiasi cosa possa darmi uno spunto di riflessione, o farmi indugiare in una sensazione. Come tutti sto cercando il mio posto nel mondo sperando che ci sia un climax ascendente nel mio finale.

37 pensieri riguardo “Primo maggio: riflessioni entropiche

      1. e apprezzato… la faccenda dell’entropia mi intriga assai… mi domando se non sia la “materia oscura” ad assorbire l’energia che disperdiamo consumandoci…. una sorta di magazzino di riconversione e rinascita… 🙂

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  1. Beh, esser ingegnere per formulare il pensiero sull’entropia aiuta … In effetti non hai tutti i torti e sono cose che mi sono chiesto sempre anch’io anche senza formalizzare come hai fatto tu (..Un pochino ti invidio)
    E’ tutto governato da quel destino-caos a cui sempre ci appelliamo forse per sentirci meno soli, cercando di vedere nel destino-caos solo il positivo e rinnegando (per attaccamento alla vita) il lato negativo.

    La semplicità di ciò che ci circonda, compresa la vita, non ha bisogno della complessità dell’uomo sapiens …

    Sono giorni fracassoni, e forse la solitudine mentale aiuta !

    Ciao.

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    1. Credo nel destino a giorni alterni e quasi sempre nell’autodeterminazione in questo modo so con chi prendermela. Forse è come dici tu per attaccamento alla vita ho cercato di guardare maggiormente il lato positivo

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  2. Che bel articolo, DesertHouse! Nel bel mezzo del pantano entropico, l’ultima frase rilancia a mo’ di “claim” un buon spiraglio di luce: ci adatteremo a un nuovo “stato di equilibrio”. Ecco, l’approdo che poi non è mai definitivo: un’omeostasi che diventa dinamica e sempre da rifare per via dell’entropia. Difficile, ma possibile. Cercando sempre di rimuovere accuratamente dalla seconda legge della termodinamica qualsiasi elemento proveniente dalla legge di Murphy. Una legge che comprometterebbe la prossima omeostasi, facendola tendere al negativo, anziché là dove sta andando e ci sta portando 😉

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    1. Se non andassimo alla ricerca di un’ottimistica omeostasi saremmo fottuti. Ti confesso che sono partita dalla legge di Murphy o meglio dal teorema di Ginsberg ma al non puoi vincere, non puoi pareggiare, non puoi abbandonare, ho cercato di dare un risvolto positivo. E detto da me in questo periodo è tanto davvero ma mi sto sforzando di essere migliore. Forse la perdita non è sempre sconfitta e forse essendo noi esseri complessi possiamo sfruttare le nostre doti di adattamento per riuscire a vedere anche nuovi possibili scenari.

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      1. ti riferisci alla morte termica dell’universo? speriamo che ci sia tempo prima di raggiungere quello stato di equilibrio termodinamico. alcuni processi sono irreversibili certo, il nostro agire però può essere modificato

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  3. Leggo e condivido molto del tuo ‘distacco’ sociale.. sono sempre stata convinta che i social non siano altro che foraggio per gli insicuri, i vuoti… usati con il giusto livello di coinvolgimento sono anche ‘utili’. Utili a sorridere, certe volte a ridere, a prendere dolorosamente o, talvolta, felicemente, atto di quanto gli altri siano diversi da te.. per il resto, preferisco, si faceva una volta, sbirciare nelle vite degli altri dalle finestre..

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  4. io sbricio male perfino dalle finestre, perchè dopo un po’ mi perdo nei miei pensieri, nel mio fantasticare, con i social ho invece un conflitto e da insicura come sono non fanno altro che alimentarlo. certe volte penso che dovrei cancellare tutto e basta, che certi profili non mi servono a nulla, non descrivono me, anzi sono uno spettatore perfino di me stessa. qui però è diverso, qui sono reale. dietro il disegno di una bambina stilizzata io sono me stessa e posso lasciare andare, su fb non ci riesco, mi censuro e mi esaurisco. La cosa surreale è che fb stesso ha impedito la condivisione di questo blog, considerato spam o dai contenuti offensivi, chissà se è un caso!

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  5. Molto interessante il modo in cui affronti la questione. Sono d’accordo con te che ci sono processi irreversibili, spesso non li consideriamo tali perché li osserviamo con gli occhi del cuore (speranza) e non con quelli della mente (razionalità) e questo causa inganni o fraintendimenti, o semplicemente il procrastinarsi di una scelta. Trovare l’equilibro sarà il frutto di una presa di coscienza, che passa attraverso sentimenti dolorosi ma necessari. Spunti importanti, grazie!

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    1. Be’ io credo che molti siano stati segnati da questa cosa, credo che su alcuni resteranno i segni per sempre, su altri passati alcuni mesi si adatteranno alla nuova forma di realtà, altri invece continueranno a vivere esattamente come prima. In ogni caso tutto questo ci deve portare a una riflessione più grande: sanitaria ovviamente perché alcune situazioni sono state gestite in maniera virtuosa e molte, troppe in modo catastrofico. sia ambientale perché se la correlazione tra covid e particolato atmosferico è corretta occorre ridefinire anche i processi produttivi. Certo la lotta contro i cambiamenti climatici la riduzione degli sprechi e un miglior uso delle risorse andrebbe fatta e sarebbe già dovuta cominciare, ma speriamo che nella tragedia ci sia almeno una maggiore consapevolezza.

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  6. confesso che mi è sempre sfuggito il concetto di entropia (ho sacche di ignoranza inimmaginabili) e anche ora di tutte le tue riflessioni attorno a questa ho trattenuto unicamente l’angosciantissima affermazione “gli esseri viventi invecchiano”, che lo sapevo anche prima, certo, il nostro destino, ma vederlo lì affermato tra le leggi incontrovertibili della fisica assume un senso di ineluttabilità che mi spaventa, altro che fare esercizi di ginnastica per tenersi in forma!
    ml

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    1. Anche io ho interi vagoni di ignoranza ma non tutto è irreversibile quindi posso tentare di compensare. Diciamo che il sapere che siamo diretti “verso il caos” deve portarci a vivere le nostre giornate con consapevolezza e non deve essere una paura ma un modo per apprezzare ancora di più il nostro passaggio qui. Esiste l’entropia che misura il disordine ma esiste anche l’empatia che misura l’amore. Siamo esseri fallibili e finiti eppure nessuno riuscirebbe a descrivere totalmente una persona nella sua pienezza, perché siamo troppo complessi, noi stessi caos e disordine e amore. La fisica la matematica fornisco solo le leggi che possono anche essere consolatorie o spaventare ma sta a noi poi “usarle” e sfruttarle al meglio.

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  7. Si ma quanto ci vorrà per questo nuovo equilibrio? Mi sembra che, usciti dalla drammatica fase 1, ci ritroviamo in un caos per certi aspetti peggiore, abbiamo tenuto duro in attesa dell’uscita e ora ci manca il terreno sotto i piedi…durante i momenti peggiori della pandemia sono arrivata a pensare che madre terra stesse cercando di scuotersi di dosso questo dannoso parassita che è l’essere umano, ora posso concepire che l’estinzione non sia ancora alle porte, ma vedo davanti a me, anzi a noi, una strada molto lunga verso questo obiettivo . Molto interessante il tuo articolo, anch’io sono al contempo attratta e distaccata da fb – a volte nauseata.

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    1. per quanto riguarda i social ho un rapporto conflittuale come dico anche nel testo ma credo che valga per molti. Siamo in un caos peggiore, io di mio mi sento parecchio smarrita, non so bene che ne sarà del mio futuro ma cerco lo stesso di essere positiva, sono viva, sto bene, esisto. probabilmente per avere un vero e proprio “equilibrio” ci vorranno mesi e mesi.

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      1. Grazie per l’energia positiva che trasmetti, io la sento come valida per me perché tu non sei tipo da fiorellini e cuoricini, la tua analisi di te stessa e del mondo sono realistici e li esprimi con una sincerità senza sbavature

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