Sei ancora lì?

Foto di Kat Jayne da Pexels

Come un cane rabbioso legato per il collo mi accingo a scrivere qualcosa che non vorrei. così caro lettore passa oltre a questa rabbia, passa oltre a questo sfogo personale, pieno di un dolore nuovo e antico; e per chi legge perdonami ma ho tutto dentro e non so come gestirlo, concedimi sentimenti cattivi, concedimi il rancore e la tristezza.

Sono incinta secondo un’ecografia, di sette settimane, un tempo piccolo rispetto alla mia intera vita, cosa ho fatto in questo mese e mezzo?! è arrivato all’improvviso e non lo stavamo cercando ma superato lo sgomento iniziale, ho iniziato a fantasticare su di lui, su di lei. “Secondo me è una femmina”, mi dice qualcuno. “Sei già grassa, non devi ingrassare troppo, non fa bene a entrambi!!” mi dice qualcun altro. E io incasso e rigo dritto, niente sforzi, non ingrassare i primi mesi, non agitarsi, riposa, stai tranquilla, non pensare, non ti agitare, scaccia gli odori che senti ovunque, così la città ti rimanda il tanfo di piscio che sai distingue tra urina animale e umana, il lezzo di spazzatura e poi il cibo del cane, lo schifo ti prende allo stomaco, ti sembra di puzzare continuamente, senti tutti gli odori, non sai se quello che mangerai ti piacerà o ti darà il disgusto, leggi cosa puoi mangiare e cosa no, lavi bene tutto. Non ti stancare. Non ingrassare. “Sei felice?! Sì credo”. Non lo sai il sistema conta più settimane ma per te sono giorni. L’hai scoperto guardandoti emozionata nello specchio di un bagno di una biblioteca. Non potevi aspettare e sei scappata a casa con altri due test che la statistica è importante. Poi è arrivato il sonno, una stanchezza incontenibile e l’ansia. Sarà sano? Che test dovrei fare?

Arriva l’ecografia, non dormo perché sono curiosa e ho paura che non stai bene, se mi si attenuano i sintomi ho paura che non ci sei più. Leggo storie terrificanti, chi l’ha perso al quarto mese, chi non sentiva il cuore, chi non si è accorto di nulla. Stai tranquilla. Non ti agitare. Non ingrassare.

Sei piccolo. Mezzo centimetro. Una massa di cellule che pulsano, si sente il cuore, avevo letto che nelle donne in sovrappeso può accadere che non si senta. Mi emoziono. Sei vivo, sei dentro di me. Poi la cattiva notizia. Ho avuto delle contrazioni, ho un distacco, potrei perderti. Così all’improvviso come sei arrivato potresti andare via.

“Non è la gravidanza, è il suo corpo!” la frase peggiore da sentire per una persona che ha sofferto di disturbi alimentari e depressione ma è la verità, il mio corpo mi tradisce. Lo studio del medico mi sembra una gabbia e vorrei scappare con il mio corpo, con te, con solo le cose buone, ma non posso. La mascherina non mi fa respirare, arrivano altre pazienti, distolgo lo sguardo, sono magre sono giovani sono bei corpi.

Piango tanto, a lungo, mi sento schiacciare e il mostro che vive con me, che mi giudica non aspettava altro. “Non sei stata buona a trovare un lavoro, non sei buona a figliare” e queste frasi crudeli le rivolgi solo a te stessa, non ti sogneresti mai di incolpare una donna che rischia un aborto, anzi le staresti accanto come puoi. Non ti sogneresti mai di incolpare qualcuno per il lavoro, mai. Sei crudele così solo con te stessa. E più ti stanno vicino e più diventi cattiva.

“Stai tranquilla… non ti agitare.. non ti colpevolizzare se succede.. riposa.. non ingrassare… non ci pensare…pensa a te, il resto non conta…ci siamo passate tutte…la natura farà il suo corso…”

Queste frasi sono pugnalate. Invece di rincuorarti la tua testa folle le vive come forme misere di pietà e tu non vuoi la commiserazione di nessuno, senti che non avresti dovuto dirlo a nessuno così non dovrai giustificare, non dovrai dire nulla se succedesse. Sarebbe stato il tuo piccolo segreto, la tua vergogna. Ma volevi dirlo, qualcosa dentro di te aveva bisogno di dirlo, avevi bisogno del sostegno degli altri e pure della loro gioia mentre tu eri ancora spaventata. Leggi, ti informi, il 30% sembra. Non se ne parla, le donne se ne vergognano, una colpa e si sentono sole. Una sconfinata solitudine.

Aspetti… aspetti… e ad ogni piccolo crampo al basso ventre pensi: “Sei ancora lì?”

Non ti muovere, non uscire, riposati, stai ferma, non camminare per più di 30′, non fare sforzi, non ingrassare, non prendere il sole, non andare al mare, resta a casa. Resisti. Aspetta.

Sei ancora lì? Per favore non lasciarmi.

Pubblicato da Deserthouse

Innamorata della musica della chitarra e della scrittura, ho un blog che aggiorno spesso, amo leggere le cose scritte da altri, qualsiasi cosa possa darmi uno spunto di riflessione, o farmi indugiare in una sensazione. Come tutti sto cercando il mio posto nel mondo sperando che ci sia un climax ascendente nel mio finale.

35 pensieri riguardo “Sei ancora lì?

  1. Non sono qualificato per dire qualcosa, essendo un uomo. Posso solo dirti che anch’io soffrirei come stai soffrendo tu. Le stesse paure gli stessi sensi di colpa. Perché il peso della responsabilità di qualcosa che ci è affidato (e questo qualcosa nel tuo caso è dentro le tue viscere) opprime e preoccupa quale che sia il sesso di chi lo subisce.
    Posso solo dirti che una mia amica quarantenne dopo una gravidanza andata a male, adesso stringe tra le braccia una splendida rosa sbocciata fra i suoi tremori. Coraggio. La tua serenità è dovuta, per lui o lei.

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  2. Le parole che non ti permettersti mai di dire a un’altra persona non dirle nemmeno a te stessa. Abbracciati e dedicati pensieri dolci e confortanti (per quanto possibile) . Sei importatante: per te stessa prima di tutti e di tutto. (scusami se mi sono permessa di invadere il tuo spazio) 🌻

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  3. Fregatene di tutto e di tutti, sii serena affinché tuo/a figlio/a sia sereno/a. Lascia che le cose vadano come devono andare, se è il tempo giusto tutto andrà bene, ma non lasciarti sopraffare da nessuno e tanto meno di te stessa. Ti voglio bene ❤

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  4. Il tuo tanto vituperato corpo è stato capace di creare un miracolo e non tutti ne sono capaci.
    Questo solo devi dire al tuo giudice.
    Amalo il tuo corpo, amalo come ami ciò che custodisce.
    Ti abbraccio piano piano, con tanta dolcezza.

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  5. Noi di sicuro siamo tutti qui a fare il tifo per te, a mandarti energia buona, a pensare che una bella notizia, dopo tanti mesi cupi, ci voleva proprio e soprattutto a dire: te lo meriti!
    Goditi questi momenti di cambiamento e di grande felicità e allontana i pensieri negativi!
    Andrà tutto bene e sarai una madre fantastica!❤️

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  6. Vedrai che andrà tutto bene. Il lui o lei dentro di te ci sta troppo comodo per fare la cavolata di uscirne.
    Mangia come vuoi ma magia. Non è detto che ingrassi. Mangia regolare colazione pranzo e cena. Evita il fuori pasto e andrà tutto bene.
    Felicissimo per te. Un abbraccio forte ma non troppo non vorrei che… Un sorriso

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  7. Sono rimasta incita a 41 anni, mai avuto gravidenze, la medicina mi aveva detto che non ne potevo avere…ho accolto la gravidanza come il dono più grande che la vita mi potesse fare, ho portato la mia creatura in grembo con tutta la serenità, l’amore, la tenacia che potevo. Anche quando c’è statoil distacco di qualche centimetro ero serena, ho rispettato le procedure e non ho temuto, ho solo amto…tanto, ho pregato, tanto, ho riso come una matta sempre, l’allegria mi faceva bene, ero convinta che facesse bene alla mia creatura…ora ha 21 anni, la gemma più preziosa che mi sia stata regalata, a cui ho regalato fin dalla prima ora che sapevo tutto il mio sconfinato amore.
    Amati, ama, non temere, rispettati e tieni duro.

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  8. “Amati, ama, non temere, rispettati e tieni duro.”

    Mio figlio è nato il 31 di luglio di 30 anni fa ho passato gli ultimi tre mesi immobili a letto e il caldo era forse peggiore di quello di questa estate così tormentata.

    Ti abbraccio 💖

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    1. Allora puoi capirmi bene la pazienza è un’alleata ma alle volte non basta. Adesso va un po’ meglio, lui/lei sembra stare bene e i sacrifici sembrano stiano portando a dei risultati. Un abbraccio a te

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