Una via di fuga

Oggi non voglio avere paura. sto affrontando un periodo di alti e bassi e non ho voglia di avere paura. mi sono fatta anche un piccolo pianto.

Ho aspettato il lavoro per due mesi, ho studiato a luglio per un concorso le cose sbagliate perché mi sentivo distrutta dopo un anno passato a macinare km a piedi, a far fronte al lutto, alle notizie negative, al collega misogino e ai tanti treni e pianti. Le mascherine hanno raccolto mesi di pianto. Ma il lavoro mi ha aiutata a stare con la testa fuori dalla melma; senza sarebbe stato anche peggio.

Non dormo bene da giorni, aspetto di nuovo un altro lavoro, un’altra chiamata da un’altra scuola. Il precariato che si aggiunge all’instabilità emotiva. Aspetto e ricevo notizie confortanti almeno dai test genetici. Sembra che certe cose le abbia sviluppate solo lui. Questo mi ha consolata da un lato per futuri tentativi ma mi ha fatto male per tutto l’amore che provo e proverò sempre per il mio bambino perduto. Eppure nn riesco ad essere del tutto felice. Ho paura che possa riaccadere e che io non abbia di nuovo la forza necessaria.

Mi sono svegliata alle 5:40 in preda all’ansia. La certezza di questa estate di essere chiamata mi si sta sgretolando tra le mani. E se questa certezza scorre via, quella più grande su un figlio come posso affrontarla? mi serve una forza che non so più se ho. La depressione mi perseguita da mesi. Se prima il dolore mi proteggeva, il passaggio graduale alla consapevolezza mi fa vedere con una lucidità parziale la mia realtà.

Oggi alle 11 mi chiama una scuola, non rispondo. Richiamo. Mi offrono una supplenza, quello che aspettavo, quello per cui non dormo bene la notte. Un lavoro. Ma non è così semplice. La paura di non essere all’altezza, di non saperlo fare mi assale. Non riesco a farmi forza dell’esperienza passata. Mi sento schiacciata dall’ansia. Sono troppo impaurita. Non riesco a essere lucida è indubbio. Anche se lo rifuggo come la peste devo prendere un sostegno perché non sono a posto. Sono troppo impaurita per quello che devo fare anche se mi sforzo di farlo. Mi sento che sto combattendo contro qualcosa più grande di me e non ho energia a sufficienza. È un mostro che è sempre con me. Mi aspetta e mi tira giù. Io mi sforzo tanto ma è pesante sentirsi così per una cosa che posso anche lasciare, ho già fatto e di cui non mi importa. Lo faccio per avere i soldi e sentirmi utile non è la fine del mondo. Ho bisogno di questo pensiero, è folle lo so bene, ma ho bisogno di una via di fuga. Lo so razionalmente ma emotivamente mi sento incapace. Ed è folle perché l’ho fatto l’anno scorso ed era peggio ma l’incoscienza del dolore così profondo mi ha aiutata adesso invece è come se vedessi tutto. Ma è una visione parziale e distorta. Non so se riesco a spiegarlo meglio di così.

Non voglio che vinca il mostro, non voglio che vinca e mi porti via. Ho resistito così tanto e non posso cedere adesso. Ho perfino fatto due colloqui per un lavoro in un’azienda. Ho iniziato un corso online per spronarmi ed essere attiva. Io non voglio avere paura. Ho guardato la foto di un anno fa, quando ho iniziato a lavorare nell’altra scuola, 25 giorni dopo l’aborto. Non devo avere paura. Non voglio.

“Hai la voce sempre sul punto di deragliare o bloccarsi. Si sente stanchezza, paura, tipica fragilità del depresso”

Voglio vivere la mia vita normalmente e non farmi inghiottire da paure irrazionali, voglio essere padrona di me stessa. Voglio permettermi il lusso di cercare altro, se mai lo farò, non per paura ma per consapevolezza piena, viva e razionale e desiderio.

È paradossale aspettare un lavoro, non dormire, sentirsi schiacciati dal lutto e dalla disoccupazione e poi cercare vie di fuga. Così non vivrò mai bene, così non mi faccio del bene.

Pubblicato da Deserthouse

Innamorata della musica della chitarra e della scrittura, ho un blog che aggiorno spesso, amo leggere le cose scritte da altri, qualsiasi cosa possa darmi uno spunto di riflessione, o farmi indugiare in una sensazione. Come tutti sto cercando il mio posto nel mondo sperando che ci sia un climax ascendente nel mio finale.

15 pensieri riguardo “Una via di fuga

  1. Lo so che ti può sembrare scontato, ma non devi arrenderti. Sei stata bravissima, soprattutto dopo il lutto, e per questo ti ammiro tanto, davvero.
    Il fatto di non riuscire a dormire nell’attesa di una risposta vuol dire che ci tieni tanto e per questo non devi mollare.
    Ti mando un grande abbraccio :-*
    Farida

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  2. questo paese indegno sta semplicemente ggiocando con la nostra vita calpestando ogni nostro diritto o piccola ambizione e facendoci quindi sentire inutili e inadatti. Mi spiace amica mia, posso solo dirti di tenere duro e farti coraggio aggrappandoti ad ogni appiglio per uscire da questa situazione. Io per fortuna penso/spero di aver risolto, sono scappato all’estero. Un abbraccio

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  3. Accetta la supplenza, sei adeguata. Hai coscienza, In questo momento troppa del limite, ma tutti abbiamo limiti e questi si superano insieme a chi lavora con noi, anche se non lo sanno. Il lavoro è qualcosa che si fa assieme, come la vita e ha bisogno che ciascuno porti qualcosa. Dai la sensazione di una solitudine che deve essere portata a valore positivo, cioè scelta quando serve per rigenerarci ed evitata quando condividere, fare assieme serve a crescere. Fallo con i tuoi allievi, cresci con loro, senti che sono persone che hanno bisogno di apprendere e di essere riconosciuti nella loro realtà. E pensati importante a te stessa e agli altri, perché lo sei.

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      1. Hai accettato di vivere la tua vita, non lo fanno tutti. Comprende una cosa che è complicata ma ricca di sollecitazione e di futuro ed è crescere, assomigliare nel profondo, ascoltare gli altri perché comunque ti parlano ed essere te. Mi piacerebbe essere un tuo allievo, imparare assieme.

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  4. Perché arrendersi? Il grande mostro si affronta e lo si combatte con la forza e la determinazione che tutti abbiamo. Anche tu ce l’hai, non dimenticarlo.
    La supplenza? Accettala. Ti sentirai libera e piena di vita. Capisco che si aspiri a qualcosa di meglio ma la vita va costruita giorno dopo giorno.
    Un grande abbraccio

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