Sfide

Uso questo blog per i pensieri più arditi, per le confessioni private, quelle tra me e me e poi lascio che questi pensieri solchino l’etere, senza alcuna pretesa. Non c’è il desiderio di avere più “mi piace” possibili, o la necessità di far riflettere su un tema per forza. Accolgo quello che viene; che siano commenti, consigli, domande, o solo una stella di approvazione. In quest’ottica l’anonimato mi permette di esternare tutto. Non ho bisogno di censure che ne faccio già tante nella vita. La vita reale, tangibile, certificata e cifrata. Qui io sono io, nessuna maschera, nessun pudore, nessuna volontà di soddisfare l’altrui pensiero. Qui sono triste, malinconica, erotica, banale, vittima, arrabbiata, ispirata, innamorata, curiosa, creativa, cinica, frustrata, disperata, bizzarra, poetica, romantica. Non c’è controllo, nè filtro.
Ho qualche volta fatto leggere dei post soprattutto poesie a poche persone fidate ma nessuno di loro è mai tornato a leggere qualcosa e su questo loro temporaneo interesse, ho protetto il mio anonimato. Così quando una persona tra quelle “scelte” mi ha detto che era tornato a leggere il blog, sono rimasta fortemente sorpresa dal fatto che dopo diversi mesi avesse letto ancora altro. Che ne è dell’interesse temporaneo, quasi supplicato in alcuni casi, che ne è dell’anonimato se poi qualcuno torna a rileggere e si ricorda addirittura l’indirizzo?! Non una lettura continua certo, ma qualcosa sì. In quel momento se mi avesse chiesto di spogliarmi per scrutare attentamente le imperfezioni del mio corpo, per contare le rughe che gli anni, i sorrisi e i pensieri stanno portando, per osservare la mia cellulite, per verificare la tonicità della pelle, be’ per me in quel momento sarebbe stato meno intimo come impatto. Ci si può sentire davvero tanto nudi? e soprattutto tanto realmente visibili? Se glielo chiedessi smetterebbe di leggere e so che lo farebbe, ma in fondo si scrive per se stessi e qui anche per gli altri quindi perchè chiedergli di smettere?! Forse nel tempo smetterà lo stesso.

Non contenta, questa persona mi ha chiesto di scrivere un post positivo, qualcosa che non scrivo facilmente non perchè sia sempre sull’orlo di una crisi di pianto ma perchè mi è più facile scrivere sfogandomi. Così oggi voglio provare ad accettare la sua sfida. Per me valgono un po’ le parole usate da Tenco: “perchè scrivi solo cose tristi? perchè quando sono felice esco”, ma sono fuori, in un bar e ho il mio bicchiere di vino a farmi compagnia prima di tornare a casa alle cene da preparare, alle faccende domestiche da sbrigare, ai compiti da eseguire. In effetti il tempo è poco ma voglio iniziare da ciò per cui sono grata:

Sono grata di essere qui, a scrivere, a osservare queste donne che nei tavolini intorno a me si raccontono. E passano il tempo insieme sorseggiando vino con in mano un cellulare a raccontarsi di bollette da pagare, di contratti da accettare, firmare, lasciare, di relazioni finite, di amori mancati e mancanti. A raccontarsi di messaggi non ricevuti, di parole sbagliate. Sono grata per il mio bicchiere di vino, che mi scalda e mi rilassa. sono grata per l’atmosfera di questo posto, per la musica e questi tavolini piccoli e stretti, per le sedie di plastica rigida, per i divani di pelle marrone, e per il verde scuro alle pareti. Sono grata per la cartina del mondo disegnata sulla parete con le bandiere di alcuni paesi: Indonesia, Etiopia, Messico, Nepal, Honduras, Tanzania. Sono grata per la sera che arriva e anticipa la notte. Sono grata perchè ho ancora un po’ di strada a piedi in cui potrò ascoltare la musica e pensarmi altrove. Sono felice di aver avuto la forza di candidarmi ad alcune posizioni interne, sono felice di aver resistito, sono felice per il colloquio fatto ieri, non importa se andà bene o no, so di essere stata sincera, so di aver dato il meglio di me, di averci provato con assoluta onestà, con intelligenza tentando di rispondere alle tante domande che hanno cercato di confondermi e mettermi in difficoltà: “come ti vedi tra qualche anno?” “Raccontami una situaziuone in cui hai risolto un problema” “Che valore aggiunto puoi dare” “Raccontami di una situazione in cui hai affrontato una sfida” “Parlami di una situazione in cui eri in difficiltà con il tuo ambiemnte di lavoro e come l’hai gestita”. Sono felice di essere riuscita ad affrontare la sfida di candidarmi a un ruolo così complesso per una stagista, sono felice di aver affrontato bene il colloquio con una persona a detta di molti ostica e difficile da accontentare. Sono felice di poterne scrivere ora, sono felice delle risate e del vociare che mi circonda, sono felice del mio piano e della mia chitarra a casa. Sono felice per il prossimo viaggio. Sono felice perchè mi sento in pace con me stessa e non capita spesso. Sono felice di aver visto la sagoma di un bambino ieri tra le braccia di una ragazza, in un corridoio che divide le aree di produzione, un luogo dove non potrà mai esserci un bambino piccolo in braccio alla sua mamma, ma sono felice che al mio arrivo il mio cervello o le mie ovaie, mi abbiano ingannato e anche se l’ho considerato di mal auspicio ieri mattina prima del colloquio so ora che in qualche modo anche questa immagine veloce mi ha fatto essere più sincera. E vorrei che la sagoma fosse di una bambina: bella brava e forte. Sono felice di tornare a casa dopo una giornata di lavoro. Sono felice che su skype sia ancora attiva insieme a me una ragazza intern anche lei ma della sede in Portogallo e vorrei scriverle di andare a casa.

Non so se ho risposto alla tua richiesta lettore, ma spero tanto di averti accontentato. Non so se leggerai queste righe ma spero tanto che tu me lo dica magari dicendomi una cosa che solo qui è presente, qualcosa che solo io e te potremmo sapere.

Pubblicato da Deserthouse

Innamorata della musica della chitarra e della scrittura, ho un blog che aggiorno spesso, amo leggere le cose scritte da altri, qualsiasi cosa possa darmi uno spunto di riflessione, o farmi indugiare in una sensazione. Come tutti sto cercando il mio posto nel mondo sperando che ci sia un climax ascendente nel mio finale.

28 pensieri riguardo “Sfide

  1. Non sono quel lettore di cui dici, per cui mi sento più o meno un intruso, però ti ho letta e ho pensato che uno “chapeau” non può di certo fare danno, per cui: chapeau.
    Spero che il “lettore” di (e per) cui scrivi, si faccia vivo. In bocca al lupo anche per tutto il resto.

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  2. non sono il lettore ma un semplice follower che ti legge. Quello che scrivi mi piace – viceversa dopo un po’ smetterei di leggerti.
    Il racconto mi sembra ben impostato. Storia e parole.. Per me l’esperimento è riuscito

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    1. Grazie mille. Siete tutti super graditi. Lettore esiste ma non ha ancora detto nulla, e non so se lo farà, ma non importa perché in fondo la sfida era più per me stessa. mi fa molto piacere che il post venga letto e apprezzato

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  3. Tira una bella aria di positività nella tua pagina e non sembra nemmeno che ti sia scordata. La malinconia e l’oscurità è di tutti ma non tutti la mostrano. Più difficile è mostrare la vera gioia, in questo Tenco aveva ragione da vendere.

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      1. Ma credo che tu lo sia, le cadute e le botte lasciano segni viola, ci vuole del tempo perché scoloriscano, ma sotto la carne è sana. 😊

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  4. bella penna, chapeau!

    il blog è un “salotto” aperto in cui vengono serviti gratuitamente the e pasticcini scelti dal padrone di casa, non è un bar né un ristorante dotato di menù, pare una ovvietà lapalissiana ma sono in molti a non averlo ancora capito, è una delle poche certezze che ho acquisito nella mia lunga militanza in veste di blogger.

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  5. Ti ho scoperta per caso (ammesso che il Caso esista) e che bella scoperta! Il blog è un luogo-non luogo dove potersi finalmente togliere quelle scarpe strette che ci hanno tormentato tutto il giorno. E l’anonimato è fondamentale per proteggere il pudore dell’anima. E poi non siamo all’anagra qui. 😀
    Mi piace come scrivi e cosa scrivi 🙂

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  6. Fondamentalmente il blog è proprio questo: lasciarsi andare dentro alle proprie passioni, scrivere per leggersi dentro e farsi leggere. Non importa poi come girerà il flusso dei “lettori”, ci si può lasciare e ritrovarsi ogni volta senza drammi, perché in fondo le risposte della vita sono talmente tante, che sarai proprio tu a colorarle o a lasciarle in bianco e nero. In fondo, parlare e ascoltare è la stessa cosa: le parole belle sono quelle che non si scordano mai. A proposito, visto che il bicchiere di “bianco” è proprio vicino al tuo portatile, te lo tocco virtualmente per un brindisi, perché anche quello è importante per tutti noi… salute!

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  7. Penso che sono tutti i pensieri condivisibili il blog è un salotto Certamente ma è anche un autostrada che si corre veloci e alle piazzole di sosta non sempre si ha il tempo di fermarsi.

    Il blog per me rappresenta ho momento intimo privo di costrizione.

    Io ci sono come questa sera in ritardo ma non mi perderai.

    sherabbraccicari 🌷🌼🌻

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  8. Ti leggo tra le righe per carpire la complessità del tuo essere che è decisamente affascinante.
    Affascinante come tutte le cose sentite, espresse, dichiarate senza un’apparente visione reale.
    Le parole fanno da tramite nei mondi segreti di ognuno di noi, e tu, in qualche modo, riesci a trasmettere quell’anonimato che poi non è così anonimo, con una genuinità tipica di persone con una marcia in più.
    Penso che la tua vita sia un continuo tormento proprio perché non ti arrendi mai, sei sempre alla ricerca di una motivazione, di una soluzione, di una luce dove le ombre sono più spesse.

    Leggere le tue cose è un pò come ammirare l’essenza profonda di una donna estremamente sensibile e intelligente.

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